CEDOLARE SECCA

Cedolare secca:

riassunto dall’opzione al versamento degli acconti2011

Categoria Irpef

Sottocategoria Redditi fondiari

La cedolare secca sugli affitti consiste in una alternativa fiscale al regime ordinario applicabile

per la tassazione dei redditi derivanti dall’attività di locazione di beni immobili. La scelta per la

cedolare secca può essere fatta già per i canoni di locazione che sono in corso nel 2011. Ciò

significa che il contribuente che sceglie, a seconda delle diverse situazioni e modalità di

opzione, di tassare i redditi per gli immobili locati applicando le aliquote per la cedolare secca,

entro il 6 luglio prossimo dovrà pagare il primo acconto sulla cedolare secca, nella misura del

40%. L’acconto sulla cedolare assorbirà l’Irpef, e relative addizionali comunali e regionali,

l’imposta di registro e l’imposta di bollo. Per i contratti per i quali l’opzione si esprime in sede

di registrazione del contratto, utilizzando il modello SIRIA o il modello 69, la registrazione può

essere effettuata entro il 6 giugno 2011.

Premessa

La cedolare secca sugli affitti, è l’imposta sostitutiva che, a decorrere già da quest’anno, sarà scelta dalla grande maggioranza dei contribuenti. Questa prevede, infatti, l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 21% sul reddito derivante dai canoni di affitto, che diventa del 19% per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa. L’imposta sostitutiva

assorbirà l’Irpef, le addizionali all’Irpef, nonché l’imposta di registro e di bollo sui contratti di affitto. Non tutti i contratti di locazione potranno beneficiare dell’imposta sostitutiva, ma i soli affitti di immobili ad uso abitativo e delle relative pertinenze, non effettuati nell’esercizio di impresa o di professione. ca

sostituisce

LA CEDOLARE SECCA SOSTITUISCE:

o l’Irpef e le relative addizionali;

o l’imposta di registro;

o l’imposta di bollo;

o l’imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione;

o l’imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto.

 

Scelta discrezionale

La scelta per la cedolare secca è assolutamente discrezionale, da asseverare dopo una attenta valutazione e comparazione degli oneri fiscali associabili ad entrambi i regimi.

In sostanza, il contribuente potrà scegliere se:

tassare i canoni di locazione in maniera ordinaria;

pagare la cedolare secca.

 

Chi può scegliere la cedolare secca

L’opzione per la cedolare secca può essere espressa dalle sole persone fisiche, proprietarie dell’immobile locato, o titolari di altro diritto reale di godimento sullo stesso.

Restano escluse dalla manifestazione per la scelta della cedolare gli esercenti attività di impresa, arte o professione. In pratica la cedolare non può essere applicata per gli immobili che rientrano nel reddito di impresa o di lavoro autonomo del locatore.

 

 

Caratteristiche dell’immobile

L’immobile locato deve essere ad uso abitativo e deve essere locato per finalità abitative. Si parla, cioè, di unità immobiliari con accatastamento da A/1 ad A/11, con la sola esclusione di quelle classificate come A10, cioè gli uffici.

 

 

I vantaggi

Il principale vantaggio per il locatore è che, pagando una imposta sostitutiva del 21% per i contratti di affitto a canone libero (o una imposta sostitutiva del 19% per i contratti di affitto con canone concordato), si eviterà che i redditi derivanti dall’affitto percepito si cumulino con gli altri redditi e siano tassati con la normale imposizione Irpef, che è per scaglioni di reddito e progressiva (quindi aumenta l’imposta da pagare all’aumentare del reddito).

La scelta

VANTAGGI PER IL LOCATORE

  1. Con la cedolare secca pagherà un’aliquota unica sui canoni di Locazione
  2. Il reddito derivante dai canoni di locazione non confluirà nel reddito complessivo

 

Svantaggi

Tuttavia, con la scelta per la cedolare secca, il locatore ha l’onere di rinunciare alla facoltà di modificare la misura del canone di locazione contrattualmente pattuito per tutta la durata del contratto, e tale rinuncia deve essere comunicata al conduttore. Il divieto di praticare aumenti al canone concordato contrattualmente è operativo anche se questa facoltà è espressamente prevista nel contratto, e riguarda anche il semplice aumento relativo all’adeguamento Istat del canone.

 

La convenienza fiscale

Il nuovo regime è sicuramente vantaggioso per chi ha un reddito medio alto: oltre i 15.000 euro per i contratti a canone libero e oltre 28.000 euro per quelli a canone concordato. Al di sopra di questi livelli, infatti, scattano le aliquote marginali Irpef del 27% e del 38%, che perdono a confronto con la cedolare.

Nel meccanismo di imposizione dell’Irpef per scaglioni di reddito, quindi, l’aliquota Irpef supera notevolmente la percentuale del 19% o 21% di imposta sostitutiva della cedolare secca. Infatti, le aliquote Irpef 2011 sono da 0 a 15.000 euro del 23%, da 15.000,01 euro e fino a 28.000 euro l’aliquota è del 27%.

 

 

I tempi per la scelta

La scelta per la cedolare secca può essere fatta già per i canoni di locazione che sono in corso nel 2011, e poichè la legge che l’ha introdotta è entrata in vigore il 7 aprile di quest’anno, bisognerà tenere conto di alcune regole particolari che si applicano solo per il 2011.

Le modalità di opzione, infatti, variano sulla base del seguente spartiacque temporale:

 contratti scaduti, registrati o risolti entro il 7 aprile 2011;

 contratti scaduti, registrati o risolti a partire dal 7 aprile 2011.

Si capisce che i tempi per esercitare l’opzione sono ormai stretti, e i

contribuenti devono affrettarsi per decidere se esercitare l’opzione e

osservare gli adempimenti richiesti, nel caso si decida di scegliere il regime alternativo.

LOCATORE

VANTAGGI

Risparmio fiscale No imposta di registro e di bollo

SVANTAGGI

Rinuncia aumenti del canone (compreso adeguamento Istat, e

aumenti in seguito a spese di ristrutturazione dell’immobile)

 

6 luglio pagamento del primo acconto

Infatti, per i contratti in corso al 7 aprile 2011, per i quali è già stata eseguita la registrazione (o che sono già scaduti, risolti o prorogati al 7 aprile), il locatore può applicare la cedolare secca in sede di dichiarazione relativa ai redditi 2011 da presentare nell’anno 2012.

Pertanto, nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2011 (Modello Unico PF o mod. 730/2012) da presentare l’anno prossimo dovrà esercitare l’opzione per la cedolare secca, mentre, già a cominciare da quest’anno deve pagare l’acconto dell’85%.

Per i contratti che al il 7 aprile 2011 sono in corso, ma dopo vengono risolti, o sono già risolti, il locatore che sceglie di applicare la cedolare dovrà presentare il modello 69 entro 30 giorni dalla risoluzione e pagare, se dovuto, l’acconto per il 2011.

Questo significa che entro il 6 luglio prossimo occorre pagare il primo acconto sulla cedolare secca, nella misura del 40%.

 

Il versamento dell’acconto deve essere effettuato con gli stessi criteri ordinari di versamento dell’acconto Irpef, da effettuare con l’F24.

 

 

6 scade il termine per la registrazione

 

L’opzione per la cedolare secca si può esprimere anche per i contratti nuovi, cioè quelli che al 7 aprile sono ancora da registrare, o per quelli per i quali dopo il 7 aprile scade il termine per pagare l’imposta di registro sulla proroga.

Per questi contratti l’opzione si esprime in sede di registrazione o proroga del contratto, utilizzando il modello SIRIA o il modello 69. Anche in questo caso i tempi sono stretti, in quanto la normativa prevede che:

Per i contratti per i quali tra il 7 aprile e il 6 giugno 2011:

 scade il termine di registrazione;

 scade il termine per pagare l’imposta di registro sulla proroga.

La registrazione con il modelli SIRIA o mod. 69, può essere effettuata entro il 6 giugno 2011.

In questi casi, quindi, il locatore che sceglie il regime della cedolare dovrà: entro il 6 giugno registrare il contratto (con il mod. SIRIA o mod. 69), o presentare il mod. 69 per la proroga;

 entro il 6 luglio pagare il primo acconto, se dovuto. Entro il 6 luglio

Il locatore che sceglie la cedolare secca deve pagare il primo acconto

ENTRO IL 06.06.2011

Il locatore deve registrare o prorogare il contratto

 

Le prime scadenze per la cedolare secca

6 giugno 6 luglio

Tabella n. 1 Esercizio dell’opzione nel 2011

OPZIONE IN SEDE DI DICHIARAZIONE UNICO 2012 PER 2011

-          Contratti già scaduti alla data del 7 aprile 2011

-     Contratti in corso alla data del 7  aprile 2011 e già registrati a tale data, per l’annualità che termina

nel 2011 e/o per quella successiva

-      Proroga del contratto intervenuta prima del 7 aprile 2011 per la quale a tale data è stata versata

l’imposta di registro

OPZIONE IN SEDE DI REGISTRAZIONE O ALLA SCADENZA DEL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI REGISTRO

Opzione modello 69

-          Contratti stipulati a partire dal 7 aprile 2011 (se il termine di registrazione del contratto scade entro il 6  Giugno 2011: opzione entro il 6 giugno 2011

-          Contratti stipulati prima del 7 aprile 2011 i cui termini di registrazione sono in corso a tale data (se il        termine di registrazione del contratto scade tra il 7 aprile e il 6 giugno 2011: registrazione e opzione entro il 6 giugno 2011

-          Contratti stipulati prima del 7 aprile 2011 i cui termini di registrazione siano già scaduti a tale data ma non sono stati registrati

-          Proroga del contratto intervenuta nel 2011 per la quale al 7 aprile non è stata corrisposta l’imposta di  Registro (se il termine di registrazione del contratto scade tra il 7 aprile e il 6 giugno 2011: opzione entro il 6 giugno 2011)

-      Risoluzione del contratto intervenuta nel 2011 per la quale al 7 aprile non è

stata corrisposta l’imposta di registro (se il termine di registrazione del contratto scade tra il 7 aprile e 6

giugno 2011: opzione entro il 6 giugno 2011)

 

 

OPZIONE IN SEDE DI REGISTRAZIONE O ALLA SCADENZA DEL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI REGISTRO

Opzione modello SIRIA

-          Contratti stipulati a partire dal 7 aprile 2011 per i quali può essere utilizzato il modello Siria (se il termine di registrazione del contratto scade entro il 6 giugno 2011: opzione entro il 6 giugno 2011)

-          Contratti stipulati prima del 7 aprile 2011 per i quali può essere utilizzato il modello Siria i cui termini di registrazione sono in corso a tale data (se il termine di registrazione del contratto scade tra il 7 aprile e il 6 giugno 2011: opzione entro il 6 giugno 2011)

 

 

RACCOMANDATA ALL’INQUILINO

Quando inviare la raccomandata

La comunicazione è obbligatoria e deve essere inviata prima di esercitare l’opzione., per cui l’invio deve precedere la presentazione dei modelli Siria e 69. Per i contratti in corso al 7 aprile, poiché l’opzione viene eseguita eseguita nel modello Unico 2012 per il 2011, l’invio dovrebbe avvenire prima del versamento del primo acconto (16 giugno o 30 novembre 2011).

Nel caso in cui il contratto di locazione non sia stato ancora stipulato, la comunicazione preventiva può essere fatta anche lo stesso giorno della stipula del contratto, ovvero anche prima facendo riferimento al contratto che si andrà a stipulare.

In assenza di diverse indicazioni, non pare possibile sostituire la comunicazione con una clausola espressa del contratto in quanto essa deve essere fatta per raccomandata all’inquilino o al futuro inquilino (se nuovo contratto)

 

Contratti non registrati, registrati per un importo inferiore a quello effettivo e comodati fittizi

L’articolo 1, comma 346, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 prescrive che “i contratti di locazione, o che comunque costituiscono diritti relativi di 50 godimento, di unità immobiliari ovvero di loro porzioni, comunque stipulati, sono nulli, se ricorrendone i presupposti non sono registrati”. Coerentemente con tale disposizione, il legislatore ha stabilito con l’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo una specifica disciplina per i

contratti di locazione ad uso abitativo, che, ricorrendone i presupposti di legge, non sono registrati entro i termini previsti di 30 giorni dalla stipula del contratto o dalla sua esecuzione. In particolare, il comma 8 del medesimo articolo 3 dispone che a tali

contratti si applica “la seguente disciplina: a) la durata della locazione è stabilita in quattro anni a decorrere dalla data di registrazione, volontaria o d’ufficio; b) al rinnovo si applica la disciplina di cui all’articolo 2, comma 1, della citata legge n. 431 del 1998;

c) a decorrere dalla registrazione il canone annuo di locazione è fissato in misura pari al triplo della rendita catastale, oltre l’adeguamento, dal secondo anno, in base al 75 per cento dell’aumento degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli impiegati ed operai. Se il contratto prevede un canone inferiore, si applica comunque il canone stabilito dalle parti”.

La disciplina in esame regola gli effetti derivanti dalla mancata o tardiva registrazione sulle future vicende del rapporto tra locatario e locatore, per quanto concerne la durata del contratto, il rinnovo del medesimo e la determinazione del canone. In particolare, ex lege, la durata del contratto viene stabilita in 4 anni a decorrere dalla data di registrazione (volontaria o d’ufficio). Viene, altresì, previsto che al rinnovo dei contratti di locazione si applica la disciplina di cui all’articolo 2, comma 1, della legge n. 431 del 1998, il quale prevede che i contratti siano rinnovati automaticamente alla scadenza per un periodo di 4 anni, fatte salve l’eccezioni previste dal medesimo articolo 2.

A decorrere dalla registrazione del contratto, il canone è fissato in misura pari al triplo della rendita catastale, oltre l’adeguamento, che trova applicazione dall’anno successivo in base al 75% dell’aumento degli indici ISTAT. Nell’ipotesi, quindi, in cui un contratto di locazione non sia stato registrato o sia registrato tardivamente è dovuta l’imposta di registro e le relative sanzioni, secondo le precisazioni contenute nel paragrafo 9.1.

Si precisa che le parti possono verificare l’avvenuta registrazione del contratto di locazione ed i termini della locazione stessa mediante l’accesso al Cassetto Fiscale dei Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate (saranno presto disponibili le informazioni relative ai contratti registrati avvalendosi del modello Siria). Le informazioni sono visualizzate al percorso: La mia scrivania – Consultazioni – Cassetto Fiscale – Dati Patrimoniali – Atti del Registro. Selezionando l’anno di registrazione verranno visualizzati tutti gli atti registrati,

in cui è parte l’utente, con i dati di dettaglio quali: l’ufficio presso cui è stato registrato l’atto, la tipologia, il numero e la data di registrazione, le parti  interessate e gli importi dichiarati.

Per accedere al Cassetto Fiscale è necessario essere registrati ai Servizi Telematici dell’Agenzia delle entrate ed essere in possesso del Codice PIN (codice identificativo personale).

In considerazione della previsione recata dal comma 8 dell’articolo 3 del decreto legislativo, a partire dalla data di registrazione del contratto (volontaria ovvero d’ufficio), occorre tener conto nella determinazione dell’imposta di registro dovuta anche delle nuove condizioni e della durata del contratto stabilite ex lege. Conseguentemente, qualora sia registrato un contratto di locazione tardivamente, l’imposta deve essere assolta sul corrispettivo pattuito per intera durata del contratto ovvero annualmente sull’ammontare del canone relativo a ciascun anno, ferma restando l’applicazione di sanzioni e interessi. In considerazione della disposizione recata dall’articolo 3, comma 8, del decreto legislativo si precisa che in caso di registrazione tardiva del contratto

l’imposta di registro può essere assolta sulla base del canone stabilito dalle parti fino all’annualità contrattuale in corso alla data di registrazione del contratto. A partire dalla data registrazione del contratto, in considerazione di quanto disposto dal comma 8 in merito alla determinazione del canone e alla durata del contratto, la base imponibile dell’imposta di cui trattasi deve essere

determinata sulla base del canone fissato in misura pari al triplo della rendita catastale, oltre all’adeguamento ISTAT, se tale importo è inferiore al canone pattuito tra le parti.

È, altresì, previsto al comma 9 dello stesso articolo 3 che le medesime disposizioni in materia di nullità del contratto non registrato recate dal comma 346 dell’articolo 1 della legge n. 344 del 2005 e quelle previste dal comma 8 dello stesso articolo 3, “si applicano anche ai casi in cui: a) nel contratto di locazione registrato sia stato indicato un importo

inferiore a quello effettivo; b) sia stato registrato un contratto di comodato fittizio”.

In caso di omessa registrazione del contratto di locazione ovvero nel caso in cui sia stato registrato un contratto di comodato fittizio, può procedere alla formalità di registrazione anche una delle parti contraenti, pur in assenza di un apposito contratto scritto. Analogamente, nel caso in cui le parti contraenti intendano denunciare un canone di locazione più elevato rispetto a quello indicato nel contratto già registrato, non è necessario che venga prodotto, all’ufficio dell’Agenzia un atto scritto. In tali ipotesi, il soggetto che procede alla registrazione deve presentare all’ufficio apposita denuncia in doppio originale

unitamente al modello 69 debitamente compilato. Ai sensi del successivo comma 10, le disposizioni di cui ai commi 8 e 9 non si applicano ove la registrazione sia effettuata entro il 6 giugno 2011, e cioè entro il sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Anche nel caso in cui la registrazione del contratto sia effettuata entro il

6 giugno 2011, trovano, comunque applicazione le sanzioni di cui all’articolo 69 del TUR, secondo i chiarimenti forniti al paragrafo 9.1.

GESTIONE ACCONTI 2011 IN UNICO 2011 E 730/2011

L’opzione per la cedolare secca manifestata da parte del contribuente presuppone il pagamento degli acconti sulla cedolare stessa.

Ciò significa che il contribuente che sceglie, a seconda delle diverse situazioni e modalità di opzione, di tassare i redditi per gli immobili locati applicando le aliquote per la cedolare secca, deve pagare il relativo acconto sulla cedolare.

Il versamento dell’acconto deve essere effettuato con gli stessi criteri ordinari di versamento dell’acconto Irpef, da effettuare con l’F24. Tutte le tipologie di versamento della cedolare secca (acconti e saldi) possono formare oggetto di compensazione all’interno del modello F24.

Per il calcolo del reddito sottoposto a cedolare non si applicano

oneri deducibili e detrazioni. L’acconto è stato fissato nella misura:

 dell’’85% per i redditi 2011

 del 95% per i redditi a partire dal 2012.

Nessun acconto a titolo di cedolare secca è dovuto se l’importo da versare risulta inferiore a € 51,65.

Il versamento va effettuato in un’unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo complessivo non supera € 257,52.

Se l’imposta dovuta è superiore a euro 257,52, si versa in due rate, di cui:

 la prima, del 40%, entro il 6 luglio 2011 (oppure entro il 5 agosto

2011 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse);

 la seconda, del restante 60%, entro il 30 novembre 2011.

L’acconto non è dovuto se il contratto è stipulato nel mese in cui cade il termine del versamento. In particolare:

 l’acconto da versare entro il 6 luglio è dovuto per i contratti stipulati entro il 31 maggio e non è dovuto per i contratti stipulati a partire dal 1° giugno;

 l’acconto da versare entro il 30 novembre è dovuto se il contratto è stipulato entro il 31 ottobre.

In pratica, se il contratto da assoggettare a cedolare secca ha decorrenza precedente al 31 maggio 2011, l’acconto nella misura dell’85% sarà versato, in due distinte rate nelle misure e nei termini previsti. Se il contratto da assoggettare a cedolare secca ha, invece, una decorrenza successiva al 31 maggio 2011, l’acconto dell’85% sarà versato in un’unica

soluzione entro il 30 novembre 2011. Per i contratti con decorrenza successiva al 31 ottobre 2011, il versamento dell’acconto non è dovuto. L’ACCONTO DA VERSARE

entro il 6 luglio

primo acconto: per i contratti stipulati entro il 31 maggio

entro il 30 novembre

secondo acconto: per i contratti stipulati entro il 31 maggio

unica soluzione: se il contratto è stipulato dopo il 31 maggio ed entro il 31 ottobre.

In linea generale, sappiamo che l’acconto va calcolato in base al metodo storico che consiste nel considerare come base di calcolo il reddito relativo al periodo d’imposta precedente.

Questo principio pone una delle numerose questioni che dovranno essere affrontate da parte dell’Agenzia delle Entrate connessa al calcolo dell’acconto Irpef per coloro che hanno optato, già per l’anno 2011, per la cedolare secca. Il problema si pone particolarmente per quei contratti in corso già al 7 aprile 2011, il cui reddito da locazione è già stato dichiarato

nel periodo di imposta precedente. Per i soggetti che si trovano in queste circostanze, infatti, si viene a determinare la seguente situazione:

 il reddito imponibile relativo all’anno 2010 contiene anche il reddito

derivante dalla locazione dei fabbricati abitativi, soggetti per tale anno

alla tassazione ordinaria Irpef progressiva;

 gli acconti Irpef per l’anno 2011, come noto, con il tradizionale metodo storico, si basano sull’imposta dovuta per l’anno precedente, ossia per l’anno 2010. Tale imposta, quindi, sarà influenzata anche (o esclusivamente, a seconda della situazione) dalla confluenza nel

reddito imponibile del contribuente del reddito derivante dalla locazione dei fabbricati;

In linea di principio, non appare preclusa la possibilità che il contribuente, una volta liquidata l’imposta dovuta per il periodo di imposta 2010 o meglio, identificato il reddito per lo stesso anno, proceda ad una suddivisione delle categorie di reddito al fine di “isolare” i canoni di locazione sui quali si sceglie l’opzione per la cedolare. Di fatto, dunque, potrebbe accadere che:

 si determini l’Irpef dovuta in acconto sugli altri redditi diversi dai canoni;

 si determini l’ammontare di acconto dovuto per la cedolare. A tale fine, si deve però tenere in considerazione come i canoni devono essere assunti al lordo della deduzione del 15% (nel reddito complessivo confluisce ora il canone al netto della deduzione) e che,

essendo la cedolare una imposizione definitiva non è possibile scomputare oneri o detrazioni.

In pratica, il contribuente dovrebbe calcolare l’acconto sottraendo dall’imposta 2010 la parte di imposta relativa ai redditi per i quali si sceglie la cedolare.

Poiché si tratta di reddito fondiario, esso sarà calcolato applicando il criterio di competenza e non quello di cassa, quindi, per la determinazione di tali redditi si dovrà, individuare l’affitto 2011 stabilito, al netto degli aggiornamenti del canone, e applicare su questo l’aliquota per la cedolare.

Attraverso questo metodo il contribuente, in definitiva, esclude la duplicazione degli acconti, che altrimenti dovrebbero essere versati sia sul reddito dell’anno precedente, che comprende anche i canoni di locazione, che sul reddito soggetto a cedolare.

L’AUTORIDUZIONE DEGLI ACCONTI

Il contribuente deve

Scomputare dal reddito complessivo 2010 l’importo dei canoni di locazione dell’anno 2010

Calcolare l’acconto Irpef sul reddito ottenuto

Calcolare l’acconto dovuto per la cedolare sui canoni di locazione 2011

La legittimità di questa “autoriduzione” non è stata confermata dall’Agenzia delle Entrate, ma dovrebbe essere consentita secondo le regole generali. Si tratta comunque di un acconto previsionale e non storico, quindi non mette al riparo da consuntivi carenti e sanzionabili.

La rideterminazione dell’acconto IRPEF, infatti, non si limita alla sottrazione del reddito del fabbricato da assoggettare a cedolare secca all’imponibile, in quanto la normativa prevede  comunque il reddito assoggettato a cedolare rileva per la determinazione del reddito complessivo ai fini della spettanza delle detrazioni e deduzioni previste da altre norme (carichi di famiglia, ecc..).

Inoltre, se nel corso del 2011 il contribuente dovesse ricevere redditi occasionali imprevisti o si troverà a dover dedurre meno costi rispetto all’anno precedente, l’acconto potrebbe essere insufficiente rispetto all’imposta effettivamente dovuta.

In questo caso il contribuente correrebbe il rischio di imbattersi nelle  sanzioni previste per l’omesso o insufficiente pagamento dell’acconto che risultano pari al 30% del tributo dovuto. È vero anche che il contribuente avrà la possibilità di regolarizzare l’omissione attraverso il ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del Dlgs n. 472/97. Questo significa che il

contribuente avrà tempo fino alla presentazione della dichiarazione per eseguire il pagamento della differenza maggiorata degli interessi legali e della sanzione ridotta del 3,75%.

In via prudenziale il contribuente può scegliere di rispettare la determinazione degli acconti Irpef con il metodo storico assumendo nel reddito complessivo anche i canoni di locazione e, contemporaneamente, versare anche gli acconti riferiti alla cedolare secca. Si tratterebbe, insomma, di un aggravio di imposta complessivo che, di fatto, porta il contribuente a pagare l’acconto due volte: quello Irpef che considera anche i canoni di locazione e quello sulla cedolare. Tuttavia, questo metodo avrebbe il vantaggio di non esporre il contribuente al rischio delle sanzioni.

Inoltre, l’eccedenza di imposta che emergerà in sede di dichiarazione dei redditi del prossimo anno potrà essere compensata con altri debiti attraverso il modello F24, o potrà confluire nei crediti che saranno restituiti dal datore di lavoro in busta paga.

LA SCELTA PRUDENTE

Il contribuente deve

o assumere nel reddito complessivo su cui pagare gli acconti Irpef

anche i canoni di locazione;

o pagare l’acconto sulla cedolare.

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